L'insegnamento scolastico divenne obbligatorio con la legge Casati; per i bambini di Romagna lo divenne a partire dall'anno 1877, con l'applicazione della legge “Coppino”, adatta a divulgare la conoscenza e le abilità di tipo elementare in un periodo di due anni. Dopo la riforma da parte di Giovanni Gentile, si giunse a dare continuità all’insegnamento della Scuola Elementare, con l'istituzione della “Media”; il Ministro della Pubblica Istruzione Bottai unì i corsi inferiori delle Scuole Magistrali, dei Ginnasi e dell'Istituto Tecnico, nell'anno 1939.
E' quindi da allora che i ragazzi ravennati frequentano le scuole medie in città; le stesse furono alloggiate a partire dall'anno 1940, nel Regio Liceo-Ginnasio “D. Alighieri”, prospiciente la Piazza Anita Garibaldi, vicino alla chiesa di San Giovanni Evangelista. L’edificio era stato da poco costruito, con un primo lotto di lavori, su progetto redatto dall’architetto Tobia Gordini, era stato inaugurato il 28 ottobre 1938, anniversario della marcia su Roma.
Per il gran numero di studenti la scuola fu divisa in due strutture scolastiche, la A e la B, con due distinti presidi ma sotto la stessa intestazione di “Scuola Media Pietro Damiano”.
L'Istituto, nato nel periodo della Seconda Guerra Mondiale, fu requisito dalle truppe tedesche nell’anno 1943; poiché ubicato vicino alla stazione ferroviaria, subì danni dai bombardamenti aerei il 12, il 21 ed il 25 agosto dell’anno 1944 e fu in seguito occupato anche dall’esercito canadese.
Nell'anno 1945 la sezione A fu trasferita nell’edificio del Liceo-Gimnnasio, in Piazza Anita Garibaldi dove rimase fino all’anno 1998; la sez. B con 350 studenti, fu traslocata nell'edificio che aveva ospitato l'Istituto Tecnico nel comparto edilizio composto anche dall'ex convento classense dell’ordine dei Camaldolesi, con la biblioteca, con l’ex chiesa di San Romualdo, con l'Accademia di Belle Arti e con la Pinacoteca.
Questo isolato che ha costituito e costituisce una cittadella della cultura per la sommatoria di funzioni ospitate, non sarà più abbandonato dalla scuola Media sezione B che prenderà il nome nell'anno 1953, di “Guido Novello da Polenta”.
Fu dall'anno 1962 che la frequenza dei corsi scolastici medi, divennero obbligatoria per tutto il periodo preadolescenziale, fino al quattordicesimo anno d’età.
Nuove norme furono emanate dallo Stato per la progettazione e il dimensionamento dei nuovi edifici scolastici.
In seguito alla legge sul ridimensionamento e l’accorpamento degli istituti scolastici e alla legge sull’autonomia, le due scuole medie “Pietro Damiano e Guido Novello”, nell'anno 1998 sono state ricompattate con la nascita di un unico Istituto, con una sola direzione didattica, una sola segreteria e, per la seconda volta, un solo nome modificato in “Scuola Media Damiano - Novello”.
I PADRI TITOLARI DELLE SEDI SCOLASTICHE DELLA SCUOLA SECONDARIA DI I^ GRADO DAMIANO-NOVELLO
Guido Novello da Polenta
Nacque all’incirca nel 1273 e nel 1316 Guido Novello, in seguito alla morte del Signore di Ravenna Lamberto Di Guido Minore, fu eletto in sua sostituzione; il polentano non fu solo un politico ma anche uomo di cultura, di lettere e si comportò da mecenate amando circondarsi di persone eccellenti quali Dante Alighieri e Giotto, quest’ultimo fu a Ravenna dall’anno 1317 all’anno 1321.
Nel 1320 mandò l’Alighieri come ambasciatore a Venezia per risolvere problemi finanziari, questi al ritorno dalla missione, morì, era l’anno 1321.
Guido fu un nobile cavaliere come ci racconta Giovanni Boccaccio: “ era in quei tempi, signore di Ravenna, famosa ed antica città di Romagna, un nobile cavaliere il cui nome era Guido Novello da Polenta, il quale nei liberali studi ammaestrato, sommamente i valorosi uomini onorava, e massimamente quelli che per iscienza gli altri avanzavano. Alle cui orecchie venuto Dante, fuori di ogni speranza essere in Romagna, in tanta disperazione si dispose di riceverlo ed onorarlo.”
Mentre Guido era capitano del popolo a Bologna il cugino Ottavio si impossessò di Ravenna e pochi anni dopo morì, senza essere potuto rientrare in città.
Fu un politico saggio perché ebbe come obiettivo la pace.
San Pier Damiano
San Pier Damiano praticò l’eremitaggio itinerante fondando molte comunità monastiche come fece prima di lui il ravennate San Romualdo.
Pietro, nato nel 1007 studiò a Faenza, a Ravenna e a Padova divenendo monaco nel 1035, insegnò all’Università di Parma, divenne eremita e anche cardinale; visse fuori da Ravenna ritornandovi solo in poche occasioni.
Uomo dotto si adoperò contro la corruzione del clero, fu consigliere di sei Papi e soprattutto di Gregorio III.
Divenne vescovo e cardinale della cittadina di Ostia e si recò in missioni papali a Cluny, Milano e Firenze.
Morì a Faenza dove furono per un periodo, conservate le sue spoglie.
Nell’anno 1828 fu riconosciuto Santo e Dottore della Chiesa; fu ricordato da Dante Alighieri nel XXI canto del Paradiso come religioso contemplativo: “ con cibi di liquor d’ulivi - lievemente passava caldi e geli-contento nei pensieri contemplativi “.





